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Storia del tartufo L’origine della parola tartufo fu per molto tempo dibattuta dai linguisti, che dopo secoli d’incertezze giunsero alla conclusione, ritenuta probabile ma non definitiva, che tartufo derivasse da territùfru, volgarizzazione del tardo latino terrae tufer (escrescenza della terra), dove tufer sarebbe usato al posto di tuber. Recentemente, lo storico Giordano Berti ha dimostrato in modo convincente che il termine tartufo deriva da terra tufide tubera. Il termine tartufo nasce quindi, secondo Berti, dalla somiglianza che nel Medioevo si ravvisava tra questo fungo ipogeo e il tufo, pietra porosa tipica dell’Italia centrale. Il termine tartufo cominciò a diffondersi in Italia nel Seicento, ma nel frattempo la dizione volgare era già emigrata in altri paesi d’Europa assumendo varie dizioni: truffe in Francia, Trüffel in Germania, truffle in Inghilterra.
Nell’ immaginario collettivo la parola tartufo richiama
alla mente una formazione tuberoide carnosa, di aspetto marmorizzato, di
odore stuzzicante, di gusto squisito, associata a quella di un pranzo
ottimo annaffiato da vini prelibati e generosi; per i naturalisti invece
non indica altro che l'apparato di fruttificazione dei funghi adattatisi
alla vita sotterranea. La nostra Umbria possiede una ricca flora ipogea e detiene da secoli il primato nazionale della produzione dei tartufi, in special modo per quanto riguarda il tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vitt.) particolarmente diffuso nelle zone di Spoleto e Norcia. Il frutto ha dimensioni variabili, dalla grandezza di una noce a quella di una arancia ed è molto apprezzato per l'intensità del profumo e la ricchezza del sapore. Si raccoglie dai primi di dicembre alla metà di marzo. Secondaria risulta invece, in queste stesse zone, la produzione del tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) che si rinviene in alcune valli dello Spoletino, mentre notevole è la produzione dello scorzone estivo (Tuber aestìvum Vitt.) e del tartufo uncinato (Tuber uncinatum Château), che presentano anch'essi un buon profumo ed esaltano alcuni piatti della cucina locale. <<<torna alla pagina precedente
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