Habitat |
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Piante e Terreni
L’ambiente naturale più idoneo del Tuber Magnatum Pico “Tartufo bianco” è principalmente il fondovalle e le zone collinari non troppo siccitose. Sono normalmente terreni argilloso-calcarei, misti anche a sabbia e ciottoli di calcio. La vegetazione superficiale normalmente non è eccessiva, l’ideale è una superficie prativa tale da conservare un giusto tasso di umidità. Le principali piante simbiotiche sono: il rovere, la roverella, il pioppo bianco e quello nero, il vimine, il tiglio ed il nocciolo.
Non tutti sanno che: I tartufi sono funghi sotterranei (Ipogei) appartenenti alla classe Ascomiceti, ordine Tuberales genere Tuber. Tale fungo vive in simbiosi micorrizica con alcune ben determinate piante superiori. Il suo corpo fruttifero, simile a un tubero, normalmente è a forma arrotondata, talvolta anche assai irregolare, con protuberanze e cavità ed una superficie a volte liscia a volte rugosa a seconda della specie e del terreno dove cresce. Sono composti da una corteccia esterna detta (Peridio) che può essere liscia , come nel caso del Tartufo Bianco del Piemonte oppure rugosa, come nel tartufo nero pregiato di Norcia, e da una massa intera detta Gleba o Polpa. TUBER MAGNUM PICO
Nome volgare: tartufo bianco pregiato, tartufo del Piemonte “tartufo d’Alba, tartufo del Monferrato”. Colorazione biancastro-giallo, grigio-verdastro. La colorazione della gleba è variabile dal nocciola al rosato tenue con venature bianche e sinuose. Ha profumo delicato e gradevole, superiore a qualsiasi altro tartufo. CuriositàDeve il suo nome al medico torinese Pico che per primo ne fornì una spiegazione scientifica. Il primato spetta ad un esemplare dissotterrato nel 1954 del peso di 2,5 chilogrammi, che si dice venne donato all’allora presidente degli Stati Uniti, Truman. |