Visita al vivaio della Comunità Montana
dei Monti Martani e del Serano
Il giorno 17/12/08 le classi 2ap5 e 4dm coinvolte nel progetto “La scuola elettronica del consumo” si sono recate presso il vivaio della Comunità Montana dei Monti Martani e del Serano in località Capezzano,nelle vicinanze di Spoleto. Le classi erano accompagnate dai docenti prof. Piero Lucarelli e prof.ssa Annita Peppucci insieme alla Presidente della Comunità Montana, all’agronomo dr. Alvaro Paggi e alla prof.ssa Gabriella Di Massimo dell'Università di Perugia.
Inizialmente noi alunni abbiamo visto la preparazione di una pianta micorrizata: le piante micorrizate sono molto difficili da ottenere, perché richiedono rigidi protocolli vivaistici.
La ghianda, che diventerà la pianta micorrizata, deve essere preparata in un ambiente sterile: questo per impedire l’insediamento di funghi inquinanti prima della micorrizazione.
Il terreno, accuratamente sterilizzato a vapore, deve essere dotato di tutti i parametri
ottimali per il tartufo. Una volta che la pianta raggiunge una dimensione in altezza di 20 cm viene posta in un vasetto contente il terreno sterile e viene annaffiata con acqua e tartufo; questo procedimento serve per impregnare di spore le radici delle piante.
LA PRODUZIONE DEL VIVAIO:
Dopo aver visto questo procedimento le classi si sono recate a Pompagnano, in una tartufaia della comunità Montana, purtroppo non sono potute entrare per motivi meteorologici.
L’ultima tappa è stata la sede della comunità Montana di Spoleto, dove l'agronomo Alvaro Paggi e la Prof.ssa Gabriella Di Massimo dell'Università di Perugia ha illustrato alle classi la formazione, l’evoluzione e le proprietà chimiche ottimali del terreno per la coltivazione. Inoltre hanno illustrato come realizzare un impianto con piante micorrizate, osservando alcune norme tecniche:
PROGETTAZIONE
La progettazione è una premessa importante per realizzare una tartufaia con
buone possibilità di successo. La prima operazione è la raccolta di
informazioni relative all'area circostante dove si collocheranno le piante.
Si consiglia, inoltre, un’ analisi fisico-chimica del terreno per conoscere
la granulometria, la % di sabbia-limo-argilla, il PH, la presenza di calcare
totale ed attivo, di azoto, fosforo, potassio ecc...
Il sopralluogo tecnico di un esperto serve a completare il quadro delle
informazioni necessarie ad una buona progettazione dell'impianto; si accerta
l'esposizione, la natura del terreno e si effettuano le scelte relative alle
specie di tartufo e degli alberi simbionti da mettere a dimora.
PREPARAZIONE DEL TERRENO
Se necessario precedere la lavorazione con una adeguata livellatura del
terreno e con l'eliminazione di radici, arbusti e grosse pietre
eventualmente presenti. Successivamente si procede ad una lavorazione del
terreno per affinarlo. Le concimazioni non sono state opportunamente
sperimentate; perciò se ne sconsiglia l'uso.
L'ultima operazione è lo squadro del terreno per il sesto di impianto
prestabilito. A volte risulta impossibile o non razionale la lavorazione
integrale del terreno (eccessiva pendenza, presenza di grossi massi o di
piante arboree adulte che già producono tartufi o in caso di rinfoltimento
di boschi tartufigeni e non) per cui si consiglia la piantagione a buche
anche con sesti irregolari.
EPOCA DI IMPIANTO
Dall'Autunno alla Primavera
MODALITA' DI IMPIANTO
Si consiglia di posizionare le piante prima di effettuare la piantagione,
vicino al tutore o alla buca se già preparata, secondo lo schema di
piantagione. Svasare con attenzione la pianta e posizionarla nella buca
ricoprendo con terra fine e pressando accuratamente il terreno.
IRRIGAZIONE
E' risaputo che l'impianto di irrigazione favorisce un buon attecchimento delle piante, una regolare ed uniforme crescita forestale delle piante stesse, il buon mantenimento della vitalità delle micorrize, una precoce entrata in produzione della tartufaia, una uniformità delle produzioni anno dopo anno e una costante pezzatura dei tuberi.
OPERAZIONI SUCCESSIVE ALL' IMPIANTO
Per una corretta coltivazione, è necessario mantenere pulito l'impianto
dalle erbe infestanti mediante lavorazioni manuali attorno alla pianta.
Se la stagione
Primaverile-Estiva risulta siccitosa, intervenire con irrigazioni di
soccorso.
Per la lotta contro alcuni parassiti quali: afidi ,fìlossera, oidio ecc..
ENTRATA IN PRODUZIONE
Dipende da molti fattori; generalmente l'inizio produzione si attesta fra il
6° e 8° anno, mentre la piena produzione tra il 12° e 15° anno.
Ciò vale per tutti i tartufi, eccetto il tartufo bianco pregiato che ha
tempi molto più lunghi e risultati ancora non interessanti.